Dall’aperitivo all’antipasto e ritorno

Dall’aperitivo all’antipasto e ritorno

Da dove cominciare…
Quando si deve organizzare una cena di solito ciò che ci preoccupa è “cosa” offrire all’inizio del  nostro menù e non il “perché” proponiamo un piatto prima di un altro. Consideriamo naturale servire le portate in successione, a tal punto che in molti ignorano il fatto che in realtà questa è un’usanza che si è diffusa in Italia “solo” nel corso del 1800.
Quindi, secondo tradizione: antipasto, primo, secondo, dolce, ecc… Semplice, no?
E l’aperitivo?
Di nuovo, da dove cominciare.

Innanzitutto pensa alla tua cena non come una sfilza di portate (per quello esistono i ristoranti) ma come una sequenza di momenti diversi, ognuno con una propria atmosfera, un ritmo preciso, uno spazio dedicato. In tal senso, un antipasto che costringe fin da subito l’ospite a stare a tavola probabilmente non è l’idea migliore. Lasciamo che siano gli invitati a decidere il loro posto e che la scelta sia il risultato della nostra cucina. Breve parentesi: è essenziale seguire alla lettera questi precetti pena la fine delle tue amicizie, l’ostracismo generale, l’esclusione dai gruppi di WhatsApp (lo sappiamo, ti stiamo tentando…)
Ecco allora le fondamentali istruzioni. Sulla tavola da pranzo non apparecchiata, ma con le sedie, presenta un primo giro di piccole porzioni di antipasti semplici. Sono perfetti involtini, spiedini, ma anche solo degli assaggi di salumi o formaggi: concentrati sugli ingredienti – dovranno essere eccellenti – e non sulla ricercatezza della preparazione. Servili con gli stuzzicadenti per scoraggiare l’uso di posate, tovaglioli e possibilmente di piattini. I cocktail e i bicchieri mettili su un altro tavolo, o meglio sul carrello dedicato. Ora, è importante non interrompere il flusso: l’ideale sarebbe avere già anche gli altri antipasti (coperti) per non fare avanti e indietro dalla cucina; sei il padrone di casa, goditi la serata. Allo stesso tempo cerca di evitare l’effetto buffet. Per il secondo giro scegli tra bruschette, quiche monoporzione, o qualcosa di più particolare come i panigacci al pesto, all’incirca uno a testa. A questo punto ormai la nostra serata è entrata nel vivo e siamo pronti a servire l’ultimo antipasto, che sarà solo che un assaggio, per alleggerire gli ospiti in vista della portata principale.

Mini blinis, corolla d’uova di salmone e caviale Astara, con decorazione di cerfoglio

Ingredienti:
dosi per 2 persone

• 6 blinis piccoli Astara
• 100 g di uova di salmone Astara
• 40 g di caviale Oscietra Astara
• Un mazzetto di cerfoglio
• Panna montata
• Crema d’aceto balsamico

Preparazione:
Disponi su ciascun bliny le uova di salmone fino a formare una corolla. Aggiungi sopra una nuvola di caviale. Decora con un rametto di cerfoglio e gocce di panna montata e crema d’aceto balsamico.

Questo è l’esempio perfetto di come dovrebbe essere il tuo ultimo antipasto: non precluderti la possibilità di presentare qualcosa di più ricercato (ma sempre semplice da preparare) in cui anche l’occhio vuole la sua parte; non accontentarti fin dall’inizio di servire un banale aperitivo. Leggiamo l’atmosfera, potrà essere che i nostri amici abbiano già scelto il loro posto ed allora un piatto da non consumare in piedi farà al caso nostro: alla fine era questo l’obiettivo del primo atto gastronomico, un lento e indolore avvicinamento alla tavola. Se invece gli ospiti preferissero dei finger food potremo comunque proporgli i blinis come uno stuzzichino diverso, anche se onestamente non se li meriterebbero.

 

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