Gli Spumanti

Esistono alcune zone viticole in Italia particolarmente adatte alla produzione di vini spumanti quali l’Oltrepò Pavese, il Trentino e la zona di Franciacorta. Qui si incontrano il clima, il terreno, il vitigno e la tecnologia ideali. Purtroppo non basta sapere il luogo di nascita per garantirsi una bella figura, bisogna anche individuare una complessa serie di caratteristiche che sommate ricostruiscono l’identikit di un buon vino spumante.

Qual è il miglior spumante per l'aperitivo? Riconosci le diciture

Lo spumante “brut”, che siginifica extra secco, va servito come aperitivo o come vino per tutto il pasto; lo spumante “sec” e “demi-sec” con la frutta e i formaggi freschi e quello (e solo quello) “dolce” a fine pasto.

Come si serve lo spumante?

La temperatura giusta per apprezzare a pieno la qualità è di 6-9 gradi e si ottiene lasciando la bottiglia in un secchiello pieno d’acqua e ghiaccio per almeno 20 minuti: non venga in mente, per carità, di metterlo in freezer, al massimo è perdonato una breve permanenza nello scomparto delle bottiglie in frigo per portarlo alla giusta freschezza. Se poi si vuole essere sicuri di aver fatto la scelta giusta, si può anche fare una piccola analisi del prezioso liquido che si ha nel bicchiere (a proposito: “flute” per gli spumanti secchi e “coppa” per quelli dolci, rigorosamente di cristallo) appurando che il colore abbia tonalità giallo paglierino con riflessi verdognoli senza tendenze ambrate o toni opachi; che le bollicine siano piccole e continue, in file verso l’alto e persistenti e che il bouquet emani un lieve sentore di lievito e un vago ricordi di formaggi pregiati oltre l’aroma al vitigno. Un sorso moderatamente fruttato ma non vinoso, acerbo o acidulo garantirà il successo.

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