Pesto candidato all’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità

Pesto candidato all’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità

Continua il percorso della candidatura del Pesto come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco. Attualmente nel mondo sono 364 i patrimoni immateriali di cui 7 italiani dei quali due prettamente legati al nostro cibo, ovvero la dieta mediterranea e la vite ad alberello. Mentre i restanti 5 sono legati alla nostra tradizione e sono: l’opera dei Pupi, il canto a tenore, le macchine votive a spalla e all’arte del violino a Cremona.

La motivazione della richiesta di “patrimonio culturale” è data da due principali qualità del pesto al mortaio: il suo essere un patrimonio etno-antropologico tipico della Liguria e dall’altra l’essere un cibo naturale di alta qualità e salubrità parte di quella dieta mediterranea il cui valore è già stato riconosciuto dall’Unesco.

Proteggere il Pesto dagli abusi di identità e genuinità, contrastare le contraffazioni e valorizzarlo per rinforzare la tradizione dell’uso familiare della tecnica a mortaio e a favorire le azioni di contrasto all’inquinamento dei valori storici e culturali e delle particolarità gastronomiche della Liguria.

Per questo l’11 settembre presso l’Auditorium di Palazzo Italia all’Expo, l’assessore alla cultura Ilaria Cavo ha ribadito l’importanza di questa candidatura. Al convegno, avente come tema “Il pesto genovese al mortaio”, erano inoltre presenti l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Mai, il presidente della Camera di Commercio di Genova Paolo Odone e il neonato Consorzio produttori di pesto genovesi Palatifini. Un’occasione per ribadire la richiesta di riconoscimento della tipica salsa ligure portata avanti da un’iniziativa congiunta di Regione, Comune e Camera di Commercio.

Rispetto ad altre richieste nazionali e internazionali è stato giudicato di grande valore il fatto che le amministrazioni locali sostengano già da tempo la tradizione del pesto al mortaio. In particolare attraverso il Campionato mondiale di pesto genovese, organizzato dall’associazione Palatifini, che da sette anni ne diffonde con successo la cultura nel mondo, con una dinamica in linea con la filosofia di sensibilizzazione insita nell’azione dell’Unesco.

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