Introduzione alla cucina ebraica

Introduzione alla cucina ebraica

Qual è la prima cosa che viene in mente pensando alla cucina ebraica?

C’è chi dirà “felafel” , chi “pastrami”, un altro ancora “carciofi alla giudia”. Tutti piatti che non sembrano avere nulla a che fare tra loro, essendo associabili a luoghi lontanissimi uno dall’altro (Medio Oriente – USA – Italia). Il motivo è abbastanza semplice, ovvero a causa della Diaspora si sono formate nel mondo diverse comunità ebraiche che in osmosi con le usanze locali hanno creato delle nuove tradizioni culinarie.
E anche se restringiamo il campo a un concetto di cucina kosher (quella degli ebrei ortodossi) in realtà non si tratta di un corpus di ricette storiche quanto solamente di alimenti consentiti, che possono benissimo essere sconosciuti alla cultura ebraica.

L’OCA NELLA STORIA GASTRONOMICA EBRAICA

Il divieto di mangiare la carne di maiale ha portato alla nascita della tradizione dei salumi a base di sola carne d’oca: specialità così particolari che poi sono diventate dei veri must ricercati dai gourmet. Il grasso d’oca, invece, era l’unico grasso per cuocere quando non era possibile avere l’olio, non potendo utilizzare lo strutto (leggasi nuovamente “no maiale”) ed essendo proibito mischiare carne e latticini, quindi il burro.

 

 

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